Il Museo archeologico provinciale dell’Agro Nocerino: le radici di Nuceria
Nel lato nord-occidentale del convento si trova, dal 1964, il Museo archeologico provinciale dell’Agro Nocerino. Il nucleo originario è la collezione Pisani, proveniente dalle necropoli protostoriche di San Marzano sul Sarno e di Pareti a Nocera Superiore. Col tempo la raccolta si è ampliata con reperti dagli scavi del teatro ellenistico-romano di Nocera Superiore, dall’area di San Pietro e da collezioni civiche dei comuni vicini.
Il percorso del museo si articola in quattro sale all’interno dell’antica ala conventuale. La visita inizia nella Sala delle lapidi, dove sono esposte stele, iscrizioni e una lastra paleocristiana riutilizzata nei secoli successivi, utile per comprendere la lunga storia del territorio.
Le sale seguenti mostrano oggetti provenienti da Angri e Scafati: ceramiche antiche, vasi decorati, piccole statuette e altri materiali che raccontano la vita quotidiana e i riti delle comunità che abitavano la valle sin dall’età preromana.
Il pezzo più famoso è la statua di Athena Promachos, una copia romana ispirata a modelli greci, ritrovata nel 1958 nell’area del teatro di Pareti. Sulla base compare il nome di Marcus Salvius Otho, personaggio legato alla storia di Nuceria. Particolarmente interessante è anche una brocca (oinochoe) con un’iscrizione nell’antico alfabeto nucerino, una delle testimonianze più preziose della cultura locale.
La visita si conclude nella Sala della Congiura, con volta a botte decorata da affreschi, collegata alla tradizione che qui si siano riuniti i cardinali nel 1385. Dal 2019 questo spazio ospita anche alcune opere provenienti dalla pinacoteca del convento, mettendo in dialogo reperti archeologici e arte sacra.












