La Concattedrale di San Michele Arcangelo è il principale edificio religioso di Sarno e custodisce un prezioso patrimonio di opere d’arte che ne racconta la lunga storia. Nei secoli ha attraversato fasi di distruzione e rinascita, diventando uno dei luoghi più rappresentativi e identitari della comunità.
L’edificio attuale sorge sul sito dell’antica cattedrale del 1066, nell’abitato di Episcopio. L’antico edificio romanico fu però demolito e ricostruito dalle fondamenta nel Seicento: dell’impianto originario rimane oggi soltanto il campanile, inglobato nella nuova facciata.
La chiesa ha poi subito nel corso dei secoli vari interventi, fino al terremoto del 1980, che danneggiò seriamente la struttura. I restauri, conclusi nel 1989, hanno restituito l’immagine che oggi conosciamo, rispettando l’impianto seicentesco originario.
La facciata e lo spazio architettonico interno
La facciata della Concattedrale, divisa in due ordini, rappresenta un raffinato esempio dell’architettura rinascimentale locale. Nel timpano spicca la statua di San Michele Arcangelo con la spada sguainata, affiancata dai busti degli apostoli Pietro e Paolo. Sull’architrave in marmo bianco compaiono lo stemma del vescovo Castelblanco e due iscrizioni in latino che ricordano la consacrazione della chiesa e l’anno della sua ricostruzione.
All’interno si entra in una navata unica, ampia e luminosa, affiancata da otto cappelle laterali collegate alla navata da grandi arcate. Lo sguardo è guidato verso il coro rialzato, introdotto da un elegante arco trionfale in tufo grigio, che accentua il senso di profondità e solennità dell’ambiente.
Le decorazioni seicentesche e le opere dei Solimena
Tra gli elementi più affascinanti della Concattedrale spicca il grande soffitto in legno a cassettoni, realizzato nella seconda metà del Seicento. Le ventuno tele dorate che lo decorano, opera della bottega di Angelo e Francesco Solimena, raccontano episodi legati alle apparizioni di San Michele e degli angeli, dall’Antico al Nuovo Testamento fino alla tradizione cristiana. Le scene principali, dipinte da Angelo su disegni di Francesco, raffigurano momenti come la peste di Roma, domata dall’intervento dell’Arcangelo, e la sua protezione sulle anime del Purgatorio.
Di grande rilievo è anche la maestosa cona del presbiterio, opera di Angelo Solimena: al centro campeggia San Michele che sconfigge Lucifero, affiancato dagli apostoli Pietro e Paolo.
Lungo la navata si susseguono le cappelle dedicate alla Madonna del Carmelo, all’Addolorata, a Maria Regina dei Santi, al Sacro Cuore e al Rosario. Tra gli ambienti più significativi spiccano la Cappella del Santissimo Sacramento, che conserva una tela di Angelo Solimena, e la Cappella di San Michele, dove è custodita la venerata statua d’argento del patrono della città.



















