Acquedotto romano e Fonte Helvius

Sant'Egidio del Monte Albino

Nel cuore di Sant’Egidio del Monte Albino, tra le case e le strade del centro storico, sopravvive un piccolo tratto dell’antico acquedotto romano che un tempo alimentava un’antica domus romana. È un’opera sotterranea, nascosta sotto il livello della città moderna, ma capace di raccontare una storia lunga quasi duemila anni.

Il percorso ipogeo dell’antico acquedotto romano collega via Mandrino alla vicina Fontana di San Nicola o Fonte Helvius, in prossimità dell’Abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis. L’ingresso principale si trova alle spalle dell’abbazia e introduce in un camminamento sotterraneo che conserva ancora oggi la struttura originale, semplice ma ingegnosa, composta da un ramo principale e da tre diramazioni minori.

La presenza dell’acquedotto è strettamente legata alle fasi più antiche dell’abitato romano di quest’area, un tempo parte dell’antica Nuceria. In prossimità del tracciato ipogeo si trovano i resti di una villa rustica di età compresa tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., in seguito inglobati nella cripta dell’abbazia. Questo contesto permette di comprendere come il sistema idrico rappresentasse un elemento essenziale nella vita della comunità rurale che animava queste pendici del Montalbino.

La destinazione finale dell’acquedotto era la Fontana di San Nicola, detta anche “Fonte Helvius”, ricavata da un blocco marmoreo decorato con figure del dio Sarno. La realizzazione della fontana è attribuita a Publius Helvius, pretore di Nuceria, e la sua presenza consente di datare indirettamente anche il sistema di gallerie che alimentava il bacino. Questo legame tra acquedotto e fontana restituisce un quadro di continuità tra le infrastrutture idriche romane e il tessuto urbano successivo, ancora visibile nella piazza di Giovanni Battista Ferrajoli. La Fonte Helvius è testimonianza dell’antico e inscindibile legame della piana del Sarno. Sui tre lati della fontana il fiume è rappresentato in forma di divinità: a sinistra un fanciullo simboleggia le sorgenti del fiume, sul pannello centrale un uomo nel pieno della forza rappresenta il corso nella sua parte centrale e, sul pannello a destra, la figura di un anziano ci racconta del fiume stanco che è pronto a sfociare in mare alla fine del suo cammino. Una documentazione unica che non ha pari nell’intero territorio e che identifica nella Fonte Helvius un reperto di epoca romana di grandissimo valore.

Contatti

Apertura
L’acquedotto ipogeo non è sempre visitabile. Si consiglia di contattare la pro loco locale per informazioni sulla visita. La Fonte Helvius è vicina all’Abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis ed è sempre accessibile.
Accessibilità
L’acquedotto sotterraneo non è accessibile per chi soffre di claustrofobia. Il percorso sotterraneo richiede particolare attenzione durante la visita.

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