Lungo l’antica strada consolare che collega Scafati ad Angri, in località Bagni, sorge un luogo di culto dove la spiritualità cristiana si intreccia indissolubilmente con la forza della natura e le tradizioni popolari della Campania: il Santuario della Madonna dei Bagni.
Il Santuario della Madonna dei Bagni: una fede dalle radici antiche
Il nome del santuario svela la sua origine profonda, dove la devozione non nasce da un’apparizione celeste, ma dall’acqua. Al centro della storia del luogo vi è infatti una piccola fonte, nota localmente come ‘o fuosso ‘e vagne (il fosso dei bagni), una sorgente naturale dove gli abitanti portavano gli animali ad abbeverarsi. La tradizione narra che, intorno al XVII secolo, un lebbroso si immerse in queste acque invocando la Vergine ritratta in una piccola edicola votiva vicina, ottenendo una guarigione miracolosa. La notizia del prodigio trasformò quel semplice “bagno” campestre in una meta di pellegrinaggio, portando all’ampliamento della primitiva cappella fino alla costruzione della chiesa attuale.
Santa Maria dei Bagni: l’architettura e i tesori d’arte
L’edificio che ammiriamo oggi è un pregevole esempio di architettura tardo-barocca, con una facciata imponente caratterizzata dalle linee sinuose tipiche del primo Settecento e affiancata da un campanile quadrato. L’ingresso è nobilitato da un pronao a tre arcate, che accoglie i pellegrini e li introduce nello spazio sacro.
L’interno, strutturato su tre navate, colpisce per la sua ricca decorazione classicheggiante, frutto di restauri e abbellimenti avvenuti tra l’Otto e il Novecento. Nonostante la ricchezza degli stucchi, l’ambiente mantiene un’atmosfera di sobrio raccoglimento. Il cuore artistico e spirituale della chiesa è l’altare maggiore, dove troneggia la pala d’altare del 1639. Questo grande quadro è fondamentale per comprendere l’identità del santuario: non raffigura una Madonna generica, ma ritrae proprio la Vergine dei Bagni che sovrasta la fonte miracolosa, suggellando in immagine il legame tra la Madre Celeste e l’acqua risanatrice.
Alzando lo sguardo, si possono ammirare le volte affrescate ai primi del Novecento e la cupola centrale, ornata con vivaci scene sacre tra cui spicca l’Assunzione, opera di artisti moderni. Tra gli arredi storici meritano attenzione anche un antico crocifisso ligneo e l’organo settecentesco, testimoni silenziosi di secoli di liturgie.
La Festa dell’Ascensione: tra preghiera e tammurriate
Il Santuario della Madonna dei Bagni non è solo un monumento di pietra, ma un luogo vivo, specialmente durante la Festa dell’Ascensione. In questo periodo si rinnova una tradizione secolare, conosciuta localmente come ‘O Carrettone ‘e vagne.
La celebrazione è un affascinante sincretismo tra fede e folclore. La leggenda vuole che, la notte precedente l’Ascensione, un angelo scenda a benedire le acque della fonte; per questo, ancora oggi, la sorgente viene ornata di fiori e diviene meta di devozione.
Ma l’aspetto più vibrante della festa è il suo legame con la musica popolare: la devozione alla Madonna qui si esprime anche attraverso il ritmo incalzante delle tammurriate. I pellegrini, dopo aver reso omaggio alla Vergine e alla fonte, si lasciano andare ai canti e ai balli tradizionali dell’Agro Nocerino-Sarnese, accompagnati dal suono dei tamburi a cornice (le tammorre). È un momento in cui il sacro e il profano si fondono, restituendo al visitatore l’immagine autentica di una religiosità contadina antica e passionale.


















