Il Castello Doria e il suo giardino storico formano il cuore nobile di Angri, un luogo dove la storia medievale incontra l’eleganza aristocratica del Settecento, raccontando l’evoluzione di un antico feudo in una residenza signorile affacciata sulla piana del Sarno.
Origini del castello
Le prime notizie sul castello risalgono al 1290, quando Carlo II d’Angiò concesse il feudo al milite Pietro Braherio, incaricato di presidiare la valle del Sarno. Il castello, situato sulle pendici del Monte Cerreto, controllava una delle vie principali tra Napoli e il Mezzogiorno ed era collegato ad altre fortificazioni dell’area, come Scafati, Pagani e Nocera.
Durante la guerra di successione al trono di Napoli fu più volte assediato: nel 1421 le truppe di Braccio da Montone incendiarono la torre, ma la struttura fu ripristinata. Nel tempo il feudo passò a diverse famiglie, tra cui i d’Aquino e i d’Avalos; nel 1532 vi soggiornò anche l’imperatore Carlo V.
Nel 1611 il castello fu acquistato da Marcantonio Doria, appartenente al ramo genovese della famiglia, che nel 1636 ottenne il titolo di Principe di Angri e diede inizio alla trasformazione della fortificazione in dimora principesca.
L’ampliamento della famiglia Doria e la trasformazione in residenza
Tra il XVII e il XIX secolo, i Doria intrapresero importanti lavori per alleggerire l’austero aspetto medievale del castello, trasformandolo in una residenza di villeggiatura dotata di un grazioso giardino all’italiana. La svolta architettonica avvenne quando la famiglia incaricò l’architetto Francesconi di restaurare il complesso per tramutarlo in un vero e proprio palazzo signorile. L’intervento arricchì la struttura di elementi neoclassici, fondendo le esigenze difensive originali con il gusto dell’epoca.
Il castello si presenta oggi come un’armoniosa unione tra una fortezza e un palazzo. Il nucleo centrale è caratterizzato da due torri concentriche: quella interna è la più antica, probabilmente di origine normanna; quella esterna, a pianta circolare e spessa circa tre metri, è coronata da merlature aragonesi. Alle torri si affianca un vasto edificio residenziale a tre piani, che ha inglobato le torri minori sugli angoli esterni, uniformando la struttura. L’elemento di raccordo più pregevole tra il mastio difensivo e l’ala residenziale è l’elegante scalone di stile vanvitelliano. Questa particolare scala aperta, detta “ad ali di falco”, permette l’accesso alla torre maggiore e al piano nobile.
Al piano terra, l’antico chiostro è stato adattato a grandioso atrio d’ingresso. L’accesso è delimitato da un cancello in ferro su cui campeggia l’aquila bicipite, storico emblema della casata Doria.
Il giardino all’italiana
Alla fine del Settecento il principe Marcantonio IV Doria affidò a Pompeo Schiantarelli l’ampliamento del parco e la realizzazione di un “giardino delle delizie”.
Il nuovo giardino, completato nel 1796, seguiva i caratteri del giardino all’italiana. Secondo la descrizione dell’architetto Pasquale Pinto (1807), vi si accedeva da tre ingressi e il percorso principale conduceva a uno spazio semicircolare da cui partivano tre viali. Siepi sagomate, aiuole rettangolari e aiuole circolari con un alberello centrale scandivano il percorso, che terminava in un piccolo labirinto di siepi. Il giardino ospitava piante esotiche, edera, pini e lecci. Una collinetta artificiale, detta “montagnella”, accoglieva una meridiana; al suo interno si trovava una piccola grotta oggi non accessibile.
Il castello e i giardini oggi
Con la fine del sistema feudale e la partenza della famiglia Doria, nei primi anni del Novecento il castello e il parco furono acquistati dal Comune di Angri. Questo passaggio di proprietà comportò modifiche sostanziali all’urbanistica circostante: l’area antistante fu trasformata nell’attuale piazza Doria e fu eretto un monumento ai caduti.
Dopo i gravi danni subiti col terremoto del 1980, il maniero è stato oggetto di un lungo restauro. Per anni ha ospitato la sede municipale, oggi trasferita in piazza Crocifisso, ma continua a rappresentare il simbolo indiscusso della città. Attualmente, gli spazi del castello sono stati restituiti alla collettività con una vocazione prettamente culturale, ospitando mostre, convegni ed eventi istituzionali. All’interno, accanto a locali fortemente rimaneggiati restano elementi di pregio come il salone degli affreschi al primo piano.
L’ex parco signorile è oggi la Villa comunale, principale polmone verde di Angri. Dell’antico “giardino delle delizie” si conservano ancora tracce significative, in particolare i pini e i lecci secolari. I viali ombreggiati, oltre a offrire suggestivi scorci sulla torre e sul palazzo, ospitano opere di artisti locali, l’antica cassa armonica. I giardini della Villa comunale rimangono un luogo ideale per una passeggiata, animandosi specialmente durante la festa patronale di San Giovanni Battista e nel periodo natalizio.










