Il centro storico di Angri racconta la storia di un sacerdote che, partendo da un umile cortile, dedicò la vita all’educazione dei più poveri e diede vita a un movimento missionario diffuso in tutto il mondo.
Il centro storico di Angri conserva i luoghi dove prese forma l’opera educativa e spirituale di Sant’Alfonso Maria Fusco, che dedicò la vita ai più poveri e fondò la Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista. La visita segue un breve itinerario che unisce il convento delle Battistine, nucleo originario della congregazione, e la casa natale del santo, canonizzato nel 2016. In questi luoghi presero forma la sua vocazione, l’impegno per i più piccoli e l’avvio di un’opera di carità oggi diffusa in molti Paesi.
Il convento e “Casa Madre” delle Suore Battistine
Dietro la chiesa dell’Annunziata di Angri si trova il Convento delle Suore Battistine, cuore della congregazione fondata da Alfonso Maria Fusco insieme a Maddalena Caputo, poi Madre Crocifissa, giovane angrese alla cui memoria è intitolata la strada dove sorge il convento, decisa a consacrare la propria vita a Dio. L’incontro tra i due permise di concretizzare un progetto che maturava da tempo: offrire accoglienza, istruzione e sostegno ai più piccoli e ai più fragili. Con Maddalena e tre compagne scelsero di avviare la loro esperienza comunitaria in un’abitazione modesta e quasi in rovina, la cosiddetta casa Scarcella nel rione Ardinghi. È qui che, nel 1878, nacque la “Piccola Casa della Provvidenza”, comunità dedicata all’accoglienza e all’istruzione delle bambine orfane, che diventò la Casa Madre dell’Istituto Battistino del Nazareno, poi Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, in onore del patrono di Angri. L’istituto crebbe rapidamente, diventando il centro spirituale e organizzativo di una congregazione oggi diffusa in cinque continenti, che si dedica a opere educative, all’assistenza agli anziani e ai malati, e alla pastorale parrocchiale.
Il complesso delle Battistine si sviluppa intorno a un chiostro dove si affacciano diversi ambienti, che ospitano anche una scuola materna ed elementare. Dal chiostro si accede alla piccola cappella dov’è custodito il corpo del santo, traslato nel 1928 e conservato sotto l’altare. L’istituto ospita anche un museo che permette di comprendere lo sviluppo dell’opera battistina attraverso gli oggetti personali del Santo Fusco, arredi liturgici, documenti, fotografie e materiali provenienti dai laboratori dell’istituto. L’insieme degli ambienti restituisce l’immagine di una casa in continua evoluzione, cresciuta per far fronte alle esigenze educative e assistenziali della comunità. Nel cortile sono esposte alcune opere d’arte donate per ricordare la figura di “don Alfonso”, come era chiamato dai fedeli, segno della vitalità culturale che ruota attorno alla Casa Madre.









